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data : 23/01/2003Si sperimentano i farmaci antiretrovirali per il sarcoma di Kaposi
(LA REPUBBLICA)
Pordenone Parte in questi giorni la prima sperimentazione mondiale di farmaci antiretrovirali (utilizzati finora contro l’Aids) per sconfiggere un tipo di cancro. La sperimentazione clinica di fase II riguarda un tumore del tessuto connettivo, il sarcoma di Kaposi, coinvolgerà 50 volontari malati, non affetti da Hiv, e sarà condotta in 15 centri in tutta Italia coordinata dall’Istituto Superiore della Sanità in collaborazione con l’azienda farmaceutica Merck Italia.
L’annuncio ufficiale è stato dato durante il quinto congresso annuale organizzato presso il Centro di Riferimento Oncologico di Aviano (Pordenone), per fare il punto sui progressi nella lotta ad Aids e cancro ("Nuovi aspetti biologici e clinici della terapia dell’Hiv e dei tumori in Hiv"). È stata Barbara Ensoli, direttrice del reparto di Infezioni da Retrovirus del laboratorio di Virologia dell’Iss, a parlare al convegno (e a scoprire con il suo gruppo delle nuove proprietà antitumorali degli inibitori della proteasi già utilizzati nelle terapie antiAids). Esiste un’associazione diretta tra pazienti di Aids e sarcoma di Kaposi: i colpiti da virus Hiv hanno una probabilità 300 volte più alta di sviluppare il tumore rispetto agli altri.
Per i malati con Aids conclamato si tratta di un cancro aggressivo, che «può interessare organi interni, mucose e linfonodi, progredisce rapidamente», avverte la Ensoli. Dalle osservazioni cliniche (fin dal 1997), il farmaco, un inibitore della proteasi Hiv (proteina indispensabile per la replicazione del virus) può indurre la regressione o persino prevenire la comparsa del sarcoma di Kaposi. L’effetto antitumorale è stato inizialmente attribuito alla attività antivirale di questi farmaci, ma non è stato possibile dimostrare una chiara correlazione. Su Nature Medicine di marzo il gruppo della Ensoli ha dimostrato l’efficacia nella formazione di lesioni del tumore e l’incontrollata formazione di vasi sanguigni (angiogenesi) di due farmaci studiati (Indinavir, al centro della imminente sperimentazione, e Saquinavir) in diversi modelli di studio sperimentali. «Gli effetti degli inibitori della proteasi riscontrati nel sarcoma di Kaposi sono diretti anche contro altre neoplasie», sostiene Barbara Ensoli. Ora la ricerca clinica su 50 pazienti non affetti da Hiv potrà dare una risposta certa e aprire nuove prospettive terapeutiche.
Durante il congresso sono stati anche riportati incoraggianti risultati relativi al cancro della cervice: "Un vaccino all’orizzonte", era il titolo della relazione di Silvia Franceschi, dell’Agenzia Internazionale Ricerca sul Cancro di Lione.







